La città dei pittori - Parigi Controcorrente 2020

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Fra Medioevo e Rinascimento - Nel periodo medioevale, di cui sopravvivono alcune pitture murali, l’arte si esprimeva essenzialmente nelle decorazioni dei manoscritti, nelle immagini religiose e tradizionali che vi venivano raffigurate. La grande pittura, tuttavia, ha avuto inizio nel 1600, nel periodo rinascimentale. Uno dei suoi grandi pittori è stato Nicolas Poussin o Niccolò Pussino, vissuto tra la Francia e l’Italia. Definito un pittore classicista barocco, Poussin prediligeva i soggetti tratti dall’antica Roma e dalla mitologia classica, inseriti in paesaggi armoniosi.Un altro pittore importante del ‘600 è stato Claude Gellée detto le Lorrain o anche Claudio Lorenese, anche lui specializzato nella raffigurazione di paesaggi, come testimoniano le parole del suo epitaffio: “Ha rappresentato in modo meraviglioso i raggi del sole all’alba e al tramonto sulla campagna”. I suoi quadri, ricchi di giochi di luce e di ombre, hanno dei colori caldi e vivi, mentre le espressioni facciali dei personaggi esprimono bene i sentimenti.

Barocco - L’opera di Abraham Bosse, pittore, incisore e illustratore scientifico, è stata emblematica  dell’arte barocca. Alcuni suoi quadri sono popolati di cavalieri che si abbuffano a tavola tenendo sulle ginocchia delle giovani donne, mentre altri sono di carattere religioso. Hyacinthe Rigaud è stato il ritrattista ufficiale della famiglia reale e il suo ritratto del re Luigi XIV è conservato al Louvre.
Antoine Watteau ha condensato nelle sue tele lo spirito della Régence, trattando in modo originale i paesaggi e i personaggi. Dietro all’atmosfera apparentemente frivola e superficiale delle sue feste galanti c’è il sentimento della futilità della vita. Jean-Siméon Chardin si è dedicato alle composizioni di frutta e alla raffigurazioni di scene familiari e di animali . Le sue nature morte sono immerse in una atmosfera di contemplazione, con una consistenza molto sfumata.
Con Jean-Honoré Fragonard arriviamo al ‘700. Egli ha dipinto dei grandi paesaggi, oltre a quadri di soggetto mitologico, e l’uso particolare che fa della luce rende leggeri i panneggi e le acconciature femminili. François Boucher ha dipinto molte donne in pose languide ed eleganti, dentro a scene luminose dai colori chiari ed è famoso per il suo ritratto di madame de Pompadour.

Neoclassicismo - Nella seconda metà del ‘700, Jacques-Louis David, che aveva soggiornato a Roma e a Napoli e aveva visitato Ercolano e Pompei, teorizzava il ritorno alla perfezione delle linee del classicismo. Dopo il suo viaggio in Italia aveva  intrapreso una nuova strada artistica, dipingendo quadri come ‘Il giuramento degli Orazi’, l’opera che lo aveva consacrato capofila di una scuola detta vrai style, poi diventata il Neoclassicismo. Un altro suo quadro, dal titolo ‘I littori riportano a Bruto i corpi dei suoi figli’, aveva provocato dei timori nelle autorità, che temevano un paragone fra l’intransigenza del console Bruto e la debolezza del re Luigi XVI. Per questo il pittore ha dovuto eliminare le teste decapitate che figuravano nella versione originaria. La sua opera più famosa è la Morte di Marat, nella quale il giacobino è riverso nella vasca da bagno. Un altro esponente della corrente neoclassica è stato Jean-Auguste-Dominique Ingres, difensore dell’armonia delle forme e dell’utilizzo del colore. Uno dei suoi quadri più famosi è quello dal titolo La bagnante di Vaplinçon. Ha dipinto anche dei quadri di carattere mitologico, fra i quali ‘Edipo e la sfinge’, esposto al Louvre.

Romanticismo - Théodore Géricault, con il suo quadro drammaticamente sconvolgente dal titolo ‘La zattera della Medusa’, ispirato a un naufragio veramente accaduto, prelude al romanticismo. Un altro grande romattico è stato Eugène Delacroix, la cui opera più nota è ‘La Libertà che guida il popolo’. Essa celebra la rivoluzione del luglio del 1830.
I seguaci della scuola di Barbizon, il villaggio vicino alla foresta di Fontainebleau, dipingevano all’aperto. Fra di essi c’era Camille Corot, il cui stile sta fra il romanticismo e il realismo. Ha dipinto centinaia di paesaggi, con precisione minuziosa ma raffigurandoli anche in modo lirico. È considerato uno dei grandi pittori di paesaggi. Jean-François Millet, ha dipinto dei quadri mitologici e allegorici, con scene agresti a metà fra il naturalismo e il realismo. I contadini e le persone delle classi più umili sono ritratti con grande dignità e forza d’animo. Il suo quadro dal titolo L’Angelus, conservato al museo d’Orsay, è uno dei più riprodotti al mondo.

Fra Realismo e Impressionismo - Gustave Courbet è un rappresentante del movimento realista del XIX secolo, che considerava l’arte legata all’impegno sociale. Courbet inoltre sosteneva che la missione dell’artista fosse la ricerca della verità. Membro della Comune di Parigi, i suoi dipinti illustravano le dure condizioni di vita degli operai. Una delle sue tele famose è il ‘Funerale a Ornans’ del 1850, in cui il pittore non dipinge modelli, ma i veri partecipanti alla cerimonia funebre. Courbet è anche famoso per il quadro L’origine du monde che ritrae in primo piano un organo genitale femminile.
Il termine Impressionismo deriva da un’opera sperimentale di Claude Monet chiamata ‘Impression: Soleil Levant’. Lo scopo dei pittori appartenenti a questo gruppo era quello di catturare i mutevoli effetti della luce. La loro fonte era la natura, dipingevano all’aperto e nelle marine cercavano di fondere il mare e il cielo. Anche Edouard Manet, considerato l’iniziatore della pittura moderna, apparteneva a questo gruppo. Egli ha rappresentato la vita della borghesia parigina con realismo, in ‘Déjeuner sur l’Herbe’ e ‘Olympia’ ha dato una raffigurazione anticonvenzionale dei soggetti. Le opere di questi artisti sono raccolte al museo d’Orsay. Fra quelle presenti c’è Camille Pissarro, particolarmente sensibile alla mobilità della luce e agli effetti cromatici, res in modo vibrante. Le opere di Pierre-Auguste Renoir sono come delle istantanee di vita reale, così piene di colore e scintillanti di luce. Il suo è uno stile caldo e sensuale, soprattutto quando dipinge figure femminili. Edgar Degas, invece, pur partecipando all’avventura dell’impressionismo, traeva ispirazione dalla vita nei caffè e negli ambienti del balletto, più che da quella all’aria aperta. ‘L’assenzio’ e ‘La scuola di danza’ sono quelle più famose. Anche Henry de Toulouse-Lautrec dipingeva i frequentatori dei bistrot e dei teatri di varietà. ‘Au Moulin Rouge’ è una delle sue tele più conosciute. Lautrec è stato anche autore di cartelloni, di locandine e di litografie.
Paul Cézanne è autore di nature morte e di paesaggi del sud della Francia. La sua pittura è ispirata a un nuovo classicismo, non fondata sull’imitazione degli antichi, ma rivolta a formare una nuova immagine del mondo.

Cloisonnisme - Lo stile creato da Paul Gauguin è detto cloisonnisme. Con esso l’artista rinuncia alla prospettiva e agli effetti di luce e di ombra “Bisogna sacrificare tutto al colore puro” diceva. Ha dipinto le donne bretoni e poi le tahitiane, avendo deciso di lasciare il suo paese per andare a vivere in quell’arcipelago. L’olandese Vincent Van Gogh, invece, ha trascorso gran parte della sua vita in Francia, sopratturro in Provenza. Sia i suoi autoritratti che i paesaggi hanno un grande valore emotivo…..
Puntinismo e Simbolismo – Georges Seurat è stato un pioniere del movimento puntinista. È una tecnica particolare consistente nell’accostare sulla tela tocchi di colore puro, piccoli come punti per moltiplicare le vibrazioni luminose. Quando l’osservatore si pone a una certa distanza dalla tela non vede i punti separati ma li vede fusi in un unico colore. Le immagini sono più intense e luminose. Il suo quadro più famoso è ‘Une baignade à Asnières’.
Henri Rousseau, detto il Doganiere, ha dipinto dei paesaggi esotici, delle giungle popolate di tigri in uno stile naif. Nei suoi quadri manca la prospettiva e la figurazione è volutamente primitiva. Quando invece raffigura dei quartieri e dei giardini parigini usa dei colori irreali. Gustave Moreau ha anticipato l’immaginazione degli artisti legati al simbolismo. I suoi dipinti sono misteriosi perché pieni di simboli, i soggetti sono spesso mitologici. I quadri sono conservati nella sua casa trasformata in museo.

Scuola di Parigi, Fauvismo e Cubismo - -Negli anni ’20 e 30 era emersa a Parigi una corrente che privilegiava l’esigenza di esprimere attraverso la pittura degli stati d’animo più che degli oggetti. La Scuola di Parigi raggruppava alcuni artisti non francesi che lavoravano a Parigi. Fra di essi c’era Amedeo Modigliani, celebre per i ritratti femminili caratterizzati dai volti stilizzati, dai colli affusolati e da un disegno molto lineare. C’erano Pablo Picasso e Marc Chagall. Quest’ultimo si ispirava ad  episodi biblici, che rappresentava con dei colori vivaci, ma soprattutto dipingeva delle coppie di amanti in volo sopra alle città e sono questi ultimi che lo hanno reso famoso.
Henri Matisse è stato il massimo esponente della corrente chiamata fauvismo. Questo termine deriva dall’espressione denigratoria usata da un critico che aveva paragonato a fauves, belve, gli artisti presenti all’esposizione del 1905. Egli non aveva amato le loro pennellate incontrollate, l’uso di colori violenti e dissonanti, senza alcun riferimento al colore naturale dei soggetti e senza attenzione ai dettagli, ma solo alle espressioni. Matisse ha praticato anche la tecnica del collage, come dimostrano i suoi Nudi blu.
Una delle correnti importanti del Novecento è stato il cubismo. Era nato all’inizio del secolo e ha attraversato diverse fasi. Si trattava di un linguaggio nuovo, analitico, che consentiva di rappresentare la realtà in modo totale. Il suo rappresentante più famoso è stato Pablo Picasso, spagnolo di nascita ma che ha sempre vissuto in Francia. Il suo quadro ‘Les Demoiselles d’Avignon’ ha segnato l’avvio della sua stagione cubista. Anche nella ‘Donna con mandolino’ il pittore scompone il soggetto in un sistema di piani intersecanti, proponendone simultaneamente diversi aspetti. Un altro iniziatore del cubismo è stato Georges Braque. Nel suo dipinto del 1908 dal titolo ‘Case all’Estaque’ il pittore ha sperimentato alcune soluzioni di semplificazione della forma.

Dadaismo, Surrealismo Simbolismo Verso il 1920, in Svizzera, è nata la corrente artistica nota con il nome di Dadaismo. Si trattava di un movimento anticonformista, che enfatizzava la stravaganza e l’umorismo e che voleva combattere l’arte con l’arte. Marcel Duchamp 1887, uno dei suoi rappresentanti più famosi, raffigurando per esempio la Gioconda con i baffi e il pizzetto, ha fatto proprio questo.
Max Ernst è stato uno degli esponenti del surrealismo, una corrente sviluppatasi negli anni ’20 del Novecento, considerata un’evoluzione del dadaismo. Il poeta André Breton ne è stato il principale teorico. Egli affermava che il dadaismo mirava a unificare la sfera del conscio e quella dell’inconscio, superando la razionalità con diverse tecniche.  Anche lo spagnolo Salvador Dalì, che nei suoi quadri emblematici si è servito del simbolismo, è stato un esponente di questo movimento. In quello dal titolo ‘La persistenza della memoria’ appaiono per la prima volta gli orologi molli. Il raccapricciante Sonno, invece, rischia di provocare incubi. Molti suoi quadri sono al Dalì Espace Montmartre.
A partire dal 1990 appaiono gli artisti cosiddetti concettuali, esponenti di una corrente che si schiera a favore di un’arte che riesce a fare a meno delle opere d’arte (purchè -.dico io – vengano avvisati coloro che poi queste opere le devono rimuovere, altrimenti, come è successo a Torino, i contribuenti devono pagare i danni causati dagli operai che hanno buttato via un’installazione credendola spazzatura…). Daniel Buren, nato nel 1938 a Boulogne-Billancourt, è uno di loro. Egli ha ben presto abbandonato la pittura a favore di installazioni architettoniche permanenti in spazi pubblici. Anche Sophie Calle, nei cui lavori vita e arte si confondono, espone al pubblico la propria interiorità in modo provocatorio. Nell’opera Les Dormeurs lei invita i visitatori della galleria a dormire nel suo letto, mentre lei le fotografa.
L’arte contemporanea si esprime in tanti modi diversi. Ci sono le installazioni nel métro e negli spazi pubblici, ci sono i murales giganteschi, ci sono le sculture meccaniche, ci sono i graffiti…


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